Zanon attacca la giunta caduta
Lucio Piva
04.02.2010 Il Gazzettino di Padova, p. 17
Squadra che vince non si tocca, dice il vecchio adagio calcististo. In quello politico, invece, quella che perde, facendosi mandare anzitempo a casa, non dovrebbe nemmeno presentarsi alle prossime elezioni. È questa la legge imposta dal consigliere regionale del Pdl Raffaele Zanon al vertici del partito, dopo la debacle legata al crollo dell’amministrazione di centro destra.
«Facce e ruoli di chi si presenterà a chiedere il voto alla gente - ha detto l’ex leader di An - vanno azzerati. Altrimenti si riconsegnerà nuovamente la città alla sinistra».
Se l’intenzione di Zanon era quella di scatenare un vespaio, dentro e fuori il suo partito, l’obiettivo è stato centrato in pieno. Andrea Bronzato, bersaglio diretto degli strali del consigliere regionale, a dire il vero non si è neppure scomposto.
«Zanon - ha detto - non ha mai fatto nulla per le Terme. Non ha condiviso progetti, né garantito finanziamenti. Meglio pensi a farsi eleggere in Regione e lasciare stare Abano».
Più del sindaco è stato duro l’ex assessore allo Sport Alberto Bonato, pure "ex" di An prima di confluire nella compagine politiche fino a pochi giorni fa alla guida di Abano.
«È incredibile - ha detto - come Zanon possa accusare Bronzato di non aver saputo governare frizioni e attriti all’interno della giunta. Eppure è stato proprio lui ad ostacolare in tutti i modi la mia nomina ad assessore per imporre nomi di suoi fedelissimi. Si è addirittura opposto alla revoca della presidenza del consiglio a Carrieri, autore di esposti a raffica contro la nostra amministrazione».
A favore di Bronzato, arriva addirittura il più inatteso degli appoggi. Come quello del collega di Montegrotto, Luca Claudio, forse già in procinto di rientrare nel Pdl. Ma da che parte?
«Per Zanon - ha detto - ora è facile sparare contro Bronzato e Padrin. Eppure è stato quest’ultimo a spendersi continuamente per il comprensorio termale. L’ex leader di An qui è venuto a fare solo qualche spot elettorale».
I litigi all’interno del Pdl infastidiscono invece la sinistra. Pronta a fare un consuntivo delle grandi questioni della città lasciate insolute.
«Padrin e Zanon - ha spiegato l’esponente del Pd Vanessa Camani - debbono smettere di fare di Abano il loro terreno di conquista. Le grandi scelte nel corso dell’ultima campagna elettorale vertevano sulle questioni della crisi dei lavoratori termali, sulla geotermia, sul museo di villa Bassi, sulla riorganizzazione turistica. Non hanno toccato un solo argomento. Limitandosi alla politica di basso cabotaggio e di interesse di bottega».

