Pdl, ultimi ritocchi alle liste L’ordine: arginare la Lega
Paolo Francesconi
07.02.2010 Il Gazzettino, p.5
REGIONALI VENETO
Il coordinamento regionale approva le proposte delle province. A giorni il quadro completo dei nomi, molti ancora gli incerti
VENEZIA - La squadra anti-Lega del Popolo della libertà è quasi pronta, un mix di esperienza e gioventù per far concorrenza all’armata Zaia. Il coordinamento regionale riunito ieri mattina a Padova ha dato l’ok alle proposte presentate dai coordinatori provinciali e dato mandato al responsabile Alberto Giorgetti e al suo vice Marino Zorzato di chiudere le liste, entro lunedì massimo martedì, decidendo chi entra e chi resta fuori. Alle Regionali, dunque, saranno riconfermati tutti o quasi i consiglieri uscenti eletti con Fi, An e liste minori accanto alle novità, pescate per lo più tra i sindaci (in carica o ex), gli amministratori locali, i giovani di belle speranze. Gli elenchi presentati dalle province contano più nomi, parecchi in più in qualche caso, dei posti disponibili. Tutta gente che si è resa disponibile a fare campagna vera, non riempitivi, ragion per cui la sera del 29 marzo non sono escluse sorprese, tipo sorpassi o esclusioni eccellenti.
Il benestare definitivo arriverà, a ruota, da Roma perchè l’idea è di chiudere presto per dare più tempo ai candidati di muoversi. «Siamo abbastanza soddisfatti, le cose procedono in serenità - ha spiegato Zorzato al termine della riunione - Saranno liste competitive, anche con il Carroccio, e aperte nel senso che non c’è qualcuno di sicuro e gli altri a portare acqua. Tutti dovranno correre e darsi da fare».
Veniamo ai nomi. Su Venezia (9 i posti) gli uscenti sono sette (Chisso, Tesserin, Martin, Teso, Laroni, Piccolo e Cancian, ex Pne). Laroni, ex sindaco di Venezia, sta valutando se accettare la ricandidatura. Appare certo che i due o tre posti liberi andranno ad altrettante donne.
A Padova (9), gli uscenti sono i quattro "navigati" Padrin, Ruffato, Zanon, Mazzon. Sicuro Fabio Conte ex sindaco di Monselice e assessore provinciale. Probabili Barbara Minguzzi, Tomas Tonucci, Gianni Calabrese. Treviso (8): tre uscenti (Sernagiotto, Sartor, Gerolimetto). In lizza l’assessore comunale a Treviso Vittorio Zanini e Loretta Baggio ex consigliere a Castelfranco. Ci provano Vincenzo Berri, ex sindaco di Meduna di Livenza, Andrea Roma già assessore a Conegliano, l’ex sindaco di Valdobbiadene Piergiorgio Davì, Floriano Zambon, vicepresidente della Provincia con l’assessore Denis Farnea, il medico Giannini. Belluno (2) altro giro per Dario Bond e Oscar De Bona. A Rovigo (3) riconfermati Coppola e Marangon, battaglia per il terzo posto possibile. Vicenza(8): sì alle uscenti Donazzan e Fontanella. Entrano Antonio Pasinato, già parlamentare e sindaco a Cassola, Costantino Toniolo, assessore provinciale alla viabilità, Nadia Qualarsa prima dei non eletti cinque anni fa e Eleutherios Prezalis, ex sindaco di Camisano. Infine Verona (9) dove agli uscenti Giorgetti, Conta, Bazzoni, Zigiotto, si aggiungerà il nome di Davide Bendinelli, sindaco di Garda.
CENTROSINISTRA. Il candidato governatore, Giuseppe Bortolussi, si è impegnato ad un «patto chiaro per la montagna: approvare lo Statuto, passo indispensabile per arrivare alla vera autonomia della Provincia di Belluno e nominare un assessore ad hoc per la montagna. Il Veneto - ha aggiunto - è ad un bivio. Se vince, la Lega non farà prigionieri».

