Si sgomita anche nelle province di Padova e Venezia
Antonio Liviero
23.02.2010 Il Gazzettino, p. 6
Ultimi fuochi per le liste, cominciano i duelli per i voti. Nel Pdl c’è più di una sfida rovente nelle province venete. Il partito è in subbuglio a Treviso dopo la mossa a sorpresa di Vendemiano Sartor. L’assessore regionale alle attività produttive ha ritirato la propria candidatura per evitare di danneggiare Amedeo Gerolimetto, capolista davanti al rivale (di area sacconiana) Remo Sernagiotto. Una decisione che ha fatto infuriare la coordinatrice provinciale Annalisa Basso: «A certa gente non interessa il bene del partito. Se non voleva candidarsi poteva dirlo subito. Si scordi di essere premiato, di fare l’assessore esterno».
«Sia chiaro che il ritiro della mia candidatura non significa in alcun modo disimpegno» avverte Sartor che assicura una campagna elettorale pancia a terra, naturalmente per Gerolimetto: «La sfida a Treviso è molto impegnativa, da un lato c’è Luca Zaia, dall’altro Laura Puppato. È il momento di unire le forze». Il Pdl trevigiano considera sicuri due seggi. Dunque col ritiro di Sartor né Gerolimetto né Sernagiotto rischiano, non avendo rivali in lista. Le energie si concentrano invece sul derby tra i due. Con Gerolimetto e i galaniani decisi a battere ad ogni costo il capogruppo in consiglio regionale in modo da ostacolarne le ambizioni di un posto in giunta. Osserva Sartor riferendosi alle tensioni con Sernagiotto: «Vengo dalla Dc e le correnti non mi scandalizzano. Ma poi nelle istituzioni le rivalità dovrebbero essere messe da parte. Invece spesso si confonde la campagna elettorale con le successive azioni di governo».
Una bagarre si annuncia a Padova dove il capolista è il consigliere uscente Vittoriano Mazzon che si deve guardare alle spalle da uno gruppo di candidati agguerritissimi: Leonardo Padrin, ex presidente della Compagnia delle Opere, dall’altro consigliere Valdo Ruffato, ma soprattutto da Fabio Conte pediatra di fiducia di Galan da cui è sostenuto. In corsa anche il consigliere Raffaele Zanon (ex An). I posti sono due, se va bene tre. I trombati saranno dunque almeno due. Grande affollamento anche a Venezia. Diego Cancian è capolista, ma l’assessore Renato Chisso e Carlo Alberto Tesserin, in pista per il quinto mandato, sono i grandi favoriti. Moreno Teso (An) è più di outsider. Ma ci sono anche Francesco Piccolo (Dc), che non ha trovato posto nel listino, e Renato Martin che torna in lizza per la Regione. Tre di loro staranno a casa. Se va male quattro.
A Rovigo è veleno tra l’assessore al Bilancio Isi Coppola (area An) e quello all’urbanistica Renzo Marangon (ex Dc). Un solo posto disponibile. Marangon attacca: «Va a tagliare nastri di opere fatte da altri come fossero sue. Credevo che la campagna dovesse iniziare con stile». Marangon ne ha anche per il coordinatore provinciale Mauro Mainardi, numero 5 nel listino Zaia: «È scomparso dalla circolazione, vuol dire che farò da solo». La Coppola replica: «Marangon usa il livore ma io non voglio raccogliere le sue provocazioni. Non mi interessa nulla di quello che fa lui. Preferisco il dialogo con la gente. Anche perchè la politica io la faccio per passione e non per professione come lui».
Intanto ieri il Pdl ha reso noti tutti i 12 componenti del listino Zaia. Rimanevano da occupare tre caselle assegnate alla Lega nella seconda parte della lista, quella a rischio. Sono entrati la vicentina Carla Gottardo, presidente delle donne padane, il coordinatore del Miranese Roberto Lazzarin e il rodigino Antonello Contiero. Delusa Padova, rimasta esclusa. Questo il listino: 1)Zaia; 2) Zorzato; 3)Cortelazzo; 4)Cappon; 5)Mainardi; 6) Laroni; 7)Frasca; 8) Gottardo; 9)Bertipaglia; 10)Lazzarin; 11) Bizzotto; 12) Contiero.

