«Io rifuggo da una politica fatta da servi e replicanti»
(c.bac.)
24.02.2010 Il Mattino di Padova, p.18
| «Non mi faccio suggerire l’agenda dai sondaggi» |
Nel 2000 è arrivato terzo, raggranellando 7.642 preferenze alle spalle di Luigi Peloso (8.606) e di Vittoriano Mazzon (7.642). Nel 2005 ha confermato la «medaglia di bronzo» salendo però a 10.710 suffragi, dietro a Clodovaldo Rufffato (14.231) e a Barbara Degani (13.131). Leonardo Padrin detto Leo è insomma un veterano della competizione che mette in palio uno scranno in Regione. Ma perché uno dovrebbe votare Padrin e non Conte o Ruffato? «Premetto - risponde Leo - che spesso gli elettori sono più intelligenti di quello che pensano i politici. Io sono un candidato fuori dagli schemi, che porta avanti un concetto forte di libertà: dico no a una politica fatta da servi e da replicanti, che si fanno suggerire l’agenda dai sondaggi. Il mio slogan è “cuore e testa per il Veneto”, il che significa coniugare la passione, ovvero il sogno, e la concretezza di realizzarlo». Ma qual è il sogno di Padrin? «Non esiste che la politica insegua il consenso. Credo che all’uomo politico tocchi proporre un proporre un programma e poi convincere i cittadini della bonta delle proprie idee».

