Pdl, ora è guerra sui coordinatori
Ernesto Milanesi
03.07.2010 Il Mattino di Padova, p. 18
Di guerra in guerra. Il Pdl padovano ora si dà battaglia sulla nomina dei coordinatori comunali. Niente congressi (anche perché il tesseramento, come a Padova, mette i brividi). Né piattaforme politico-territoriali. C’è chi ha «inventato» un metodo per assegnare il governo del partito, Comune per Comune. Invece del democristiano manuale Cencelli, è spuntata la «bilancia delle Regionali». Si sono dati battaglia all’ultima preferenza i candidati delle diverse anime Pdl? I risultati delle urne di marzo valgono per determinare i coordinatori. La “mappa” così diventa... matematica: 38 Comuni al gruppo post-Casarin grazie al successo di Valdo Ruffato; 29 alla galassia galaniana (Fabio Conte, primo dei non eletti); 28 agli amici di Leonardo Padrin; 5 per gli ex An rappresentati in lista da Raffaele Zanon; 4 a Vittoriano Mazzon, storico leader in un lembo di Alta padovana. Ma così gli iscritti, i dirigenti Forza Italia e Alleanza nazionale, gli amministratori locali vengono (una volta di più) espropriati direttamente dal vertice regionale del Pdl che avrebbe già dato via libera all’operazione. Quanto meno scettica appare Lorena Milanato, deputato e coordinatrice provinciale. Più critici i «battitori liberi» di un partito che a mala pena ha sommato i consensi elettorali. Senza dimenticare la componente che fa capo a Marino Zorzato, votata invece alla collezione di poltrone, incarichi e nomine a tutto campo. I finiani Doc, invece, si stanno organizzando con i circoli politici di Generazione Italia al di là della geopolitica del Pdl padovano. La soluzione «mappa delle preferenze», in ogni caso, comporterebbe conseguenze stridenti. A Baone, Padrin si è imposto nelle urne con una sola preferenza in più rispetto a Conte. A San Pietro in Gu, stesso verdetto a beneficio di Ruffato su Mazzon. Due soli voti elettorali assegnerebbero anche i coordinatori comunali Pdl di Barbona (Ruffato ai danni di Conte), Megliadino San Fidenzio (Zanon su Ruffato), Tribano (Ruffato su Conte). Difficile argomentare, al contrario, a Monselice dove Conte ha staccato tutti di quasi 1.000 preferenze. O a Santa Giustina in Colle con Ruffato che trionfa per 902 voti di distacco. E ad Albignasego con Padrin incoronato con un vantaggio di 838 preferenze. A Padova, poi, gli attuali coordinatori (Filippo Ascierto e Giustina Destro) dovrebbero ingoiare il rospo di un Pdl «assegnato» a Padrin. Magari con Alberto Salmaso, Giampiero Avruscio o Roberto Cruciato a dirigere il partito nell’opposizione senza quartiere alla giunta Zanonato. Difficile immaginare che per un simile scenario il resto del Pdl cittadino alzi bandiera bianca.

