E anche Cortina cambia la linea voluta da Galan
FRANCESCO JORI
14.07.2010 Il Mattino di Padova, p.10
Nuovi registi schemi e trame al tradizionale appuntamento politico di fine estate
VENEZIA. Fin qui era stato il lancio della campagna politica dopo la pausa estiva, affollatissimo luogo di incontro, confronto e talvolta scontro, tra le componenti di Forza Italia prima, del Pdl dopo; un appuntamento con regia a quattro mani, curata da due personaggi su posizioni diverse nel partito, il padovano Leo Padrin e il trevigiano Remo Sernagiotto.
Per l’edizione 2010, il tradizionale appuntamento di Cortina cambia schema, trama e registi: l’hanno preso direttamente in carico il coordinatore veneto Alberto Giorgetti e il suo vice Marino Zorzato. «Così sul partito calerà la cortina... non di ferro ma di plastica, vista la situazione», ironizza uno degli habitué dell’incontro, che teme la definitiva ingessatura del dibattito interno. Il polso della base batte forte, e travalica i confini interni per approdare sui giornali, dove c’è chi comincia a esternare pubblicamente il proprio malumore. Come Alberto Franceschi, consigliere di quartiere di Padova, che denuncia «una situazione di stallo e di silenzio, con troppe divisioni, frazionamenti e correnti».
Conferma un consigliere regionale di lungo corso: «L’insoddisfazione in giro è diffusa, ma sta montando pure la rabbia, perché i dirigenti non stanno facendo niente, e la nostra comunicazione ormai è solo mediatica». Lo sguardo viaggia alle politiche del 2013 (sempreché le turbolenze nazionali non le anticipino), con il timore che da qui ad allora la Lega renda residuale la posizione del Pdl.Ma già dalla prossima primavera ci saranno elezioni locali che segneranno un’altra tappa del confronto con il Carroccio, cominciando dal Comune di Rovigo; e ogni settimana che passa non è solo tempo perso, è anche tempo regalato all’alleato-rivale.
Già, ma da dove partire per ridare sostanza a un partito liquefatto? Risponde un forzista della prima ora che ha appoggiato Galan nella gestione della Regione, ma che ne ha constatato i limiti in quella del partito: «La classe dirigente del Popolo della libertà veneto finora si è identificata in Giancarlo Galan; ma quando oggi lui si lamenta dello stato del partito, a ben vedere si lamenta di se stesso, perché è lui che l’ha ridotto così. Quindi, per ripartire occorre creare una netta discontinuità con lui. Anche perché la sua squadra, o meglio quel che ne è rimasto, è inconsistente. Con il risultato che siamo diventati subalterni alla Lega non solo nel dato elettorale, ma anche e soprattutto nell’iniziativa politica. Da cui dipendono i risultati elettorali futuri».
Occorre tuttavia qualcuno che incarni questa discontinuità; insomma, un leader vero di un partito. Ruolo che, Galan imperante in Regione, dopo la rottura con Carollo è stato a lungo affidato a Niccolò Ghedini, tutto tranne che un segretario effettivo. E di nomi attendibili, al momento, non se ne vedono; anzi l’inerzia e il silenzio regnano sovrani.Ma c’è chi garantisce che da settembre cominceranno a vedersi segnali importanti; non dall’ingessata Cortina, ma dal territorio.
Intanto, delle battaglie solennemente annunciate un anno fa di questi tempi, quando cominciava a vacillare il quarto mandato per Galan e le truppe si erano mobilitate al grido di «Giancarlo o morte», minacciando la secessione dalla casa-madre, resta solamente su internet il sito www.galanpresidente.it. Su un suggestivo sfondo rosso amaranto come la bandiera del Veneto campeggia un’unica solitaria scritta: «On line soon». L’equivalente tecnologico del buon vecchio «torno subito» affisso sulla porta del calzolaio o del casolino. Che non tornavano mai.

