Coordinatori Pdl, arriva l’okay del regionale
20.07.2010 Il Mattino di Padova, p. 15
| Pochissime le modifiche all’elenco anticipato dal «mattino» |
Letta, metabolizzata e ratificata. La lista dei coordinatori comunali del Popolo della Libertà, anticipata domenica dal mattino, ha ottenuto il «via libera» del coordinatore regionale Alberto Giorgetti e del suo vice Marino Zorzato. Sono pochissime (tre o quattro) le modifiche che il coordinatore provinciale Lorena Milanato e il suo vice vicario Raffaele Zanon hanno apportato al primissimo elenco. Toccherà a questo pattuglione di dirigenti fondare il Pdl nelle varie realtà comunali, scuotendolo da un torpore che alle Regionali ha consentito alla Lega Nord di spadroneggiare. Dovrebbe aumentare di qualche unità pure il numero delle sezioni municipali per le quali si è preferito procedere al commissariamento: il primo elenco contemplava Abano, Cittadella, Este, Mestrino e Vigodarzere. Insomma, il Pdl padovano, scottato dal fatto di aver mandato a Palazzo Ferro Fini, a suon di preferenze, soltanto Clodovaldo Ruffato e Leonardo Padrin (Marino Zorzato e Piergiorgio Cortelazzo facevano parte del listino), sembra imboccare la strada dell’organizzazione. Tanto più che c’è da ovviare a un tesseramento a dir poco mortificante: appena 500 iscritti.
«Sono convinto che la nomina dei coordinatori comunali - chiosa Raffaele Zanon - potrà diventare l’occasione fondamentale per avviare l’indispensabile fase che darà un’autorevole rappresentanza al partito nel territorio. E’ per questa ragione che ritengo che le percentuali previste all’atto di fondazione del Pdl (30% per An e 70% per Forza Italia e alleati minori, ndr) abbiano ancora un senso». Zanon si augura però di arrivare rapidamente al congresso provinciale. «Dovremo affrontarlo - afferma - nel modo più aggregante possibile per farlo diventare un vero patrimonio di valori, idee, uomini e donne. Non è più possibile pensare che un gruppo di eletti negli enti locali, per quanto rappresentativi, possa sostituirsi a tutto il partito: nel costruire i nostri organigrammi dobbiamo tener conto di tanti aderenti che s’impegnano nel territorio senza nulla chiedere».

