«Aiutateci a ricominciare»
Lucio Piva
25.07.2010 Il Gazzettino di Padova, p. , p. IV
Notte in bianco nella sala operativa dell’Ufficio tecnico
Famiglie senza casa alloggiate nell’hotel dell’assessore
IL SINDACO Claudio accusa l’indifferenza dei parlamentari padovani
Un incubo ancora vivo nelle parole e nelle impressioni di chi l'ha vissuto. Dal quale, tuttavia, la città vuole rialzarsi al più presto. Chiedendo, come ha fatto il sindaco Luca Claudio nel consiglio comunale straordinario convocato ieri sera e nell'accorato appello inviato al presidente Napolitano, al premier Belusconi e al governatore Luca Zaia, i mezzi necessari per rimettere in piedi case ed attività. Nel giorno successivo a quello del disastroso ciclone che ha seminato danni e paura in tutte le Terme, i cittadini si sono rimboccati le maniche. Le prime squadre di operai hanno già aperto un cantiere in municipio, liberando l'anagrafe, la segreteria e gli uffici degli amministratori dalle macerie provocate da muri e controsoffitti sfondati. «Non so come pagheremo le imprese che hanno abbandonato i lavori stradali per accorrere a riparare il tetto del comune - ha detto il sindaco - Agli operai si sono uniti i volontari della protezione civile e semplici cittadini. Ma lo stabile resta inagibile, anche se domani tutti gli impiegati saranno regolarmente al loro posto».
La prima notte dopo il disastro è stata trascorsa in bianco dagli amministratori e dai vigili del fuoco che hanno allestito una sala operativa all'ufficio tecnico. Sono stati loro a scongiurare tre fughe di gas e a mettere in sicurezza una quantità di cavi della media tensione finiti a terra. Ma al disastro del municipio si aggiunge quello del palasport, ormai prossimo all'inaugurazione e semi scoperchiato, oltre ad un patrimonio di verde pubblico andato completamente compromesso.
Numeri alla mano, sono 30 i fabbricati scoperchiati dal vento, fra cui 10 capannoni. Una lastra della copertura di rame del Duomo è stata staccata dalla tromba d’aria che ha anche devastato i locali del patronato ed un intero fianco dell'antico Oratorio della Madonna. Una decina è invece il numero delle famiglie senza tetto, alloggiate in gran parte all'hotel «Salus» di Abano di proprietà dell'assessore Elvio Turlon, ed in altri alberghi cittadini. Non cessa l'emergenza per alcune case di via Marzia ancora prive di corrente.
Un dramma lo stanno vivendo anche i residenti delle nuove palazzine di corso Terme, lasciate con la travatura a nudo. «I pompieri hanno lavorato tutta la notte - ha detto Luciano Adami, inquilino dell'ultimo piano - E le imprese arriveranno solo nei prossimi giorni. Se pioverà sarà il disastro». Ancora emergenza per i negozi di piazza Roma e corso Terme devastati dalla pioggia di tegole.
«Un disastro - ha detto Claudio - sotto gli occhi di tutti. Meno che dei politici». Mai visti infatti fra ieri e venerdi deputati padovani. Non fosse stato per l'assicurazione di pronto intervento assicurata da Luca Zaia, la presenza del consigliere regionale Leo Padrin alla seduta straordinaria e la visita del rappresentante leghista, Flavo Manzolini, l'assenza dei palazzi della politica che conta dal dramma di Montegrotto sarebbe stata davvero totale.

