Montegrotto, famiglie sfollate e hotel lesionati
Nicola Munaro
25.07.2010 Il Corriere del Veneto, p. 3
Il grido del sindaco: «Come pagherò i lavori?»
MONTEGROTTO TERME (Padova) - Il risveglio ha dato l’esatta dimensione della devastazione avvenuta venerdì pomeriggio poco dopo le 17, quando una tromba d’aria si è abbattuta sulla provincia di Padova: enormi i danni, soprattutto nei comuni di Montegrotto Terme e Albignasego.
Alberi riversi in strada, automobili distrutte, vetrine di bar e negozi infrante dalle tegole che con il vento si trasformavano in proiettili. E ancora: tetti scoperchiati, strade dissestate, hotel della zona termale danneggiati. Gru gettate a terra e cantieri edili sottospora. Con una ventina di feriti tra i due paesi per contusioni, tagli, escoriazioni. Otto le famiglie sfollate nel comune termale. Questo il desolante bollettino lasciato in eredità dai «cinque minuti d’inferno di venerdì», per dirla con la gente di Montegrotto. Che, ieri mattina in piazza, si fermava a guardare i coppi caduti sull’asfalto delle strade. «Ieri notte abbiamo dormito pochissimo, forse 3 ore», racconta il sindaco di Montegrotto, Luca Claudio, impegnato insieme ai volontari della protezione civile e ai vigili del fuoco nel tentativo di mettere in sicurezza il municipio. Forse l’edificio che ha subito più danni. «Il Comune è inagibile, il tetto è stato scoperchiato. Qui abbiamo gente che ininterrottamente sta lavorando da circa 30 ore - spiega il primo cittadino, in una conferenza stampa improvvisata sulla piazza centrale -. Per questo ho convocato un consiglio comunale straordinario, per chiedere al governo e al presidente della Repubblica lo stato di calamità». Un consiglio svoltosi in serata al quale hanno assistito anche i consiglieri regionali Leonardo Padrin, Piero Ruzzante, Stefano Peraro e il presidente di PadovaTurismo Flavio Manzolini.
A girare per le vie della località termale ci si rende conto che non è un’esagerazione. Qui, venerdì pomeriggio, il vento soffiava oltre i 120 chilometri all’ora. Diversi alberi sono caduti sui fili della corrente elettrica, ci sono state tre chiamate per fughe di gas e una famiglia, in via Pesare, è stata fatta evacuare perché un pino è stato scagliato dal vento contro una bombola di metano, per fortuna senza conseguenze.
«Una ventina sono le persone che hanno passato la notte all’hotel Salus - ricorda Claudio -. L’unità di crisi della protezione civile per la zona Colli si è stabilita nel nostro ufficio tecnico. C’è un ultraleggero che sta sorvolando il territorio per fotografare le zone più colpite. Ancora non riesco a quantificare i danni». Circa 50 mila euro, invece, è il conteggio dei danneggiamenti cui dovranno far fronte la chiesa e il patronato di Montegrotto. «Abbiamo rifatto il tetto nel 2009, spendendo 60 mila euro - di-
ce, mano sulla fronte, il parroco don Galdino -. Adesso metà tetto è da rifare, le strutture sportive sono state distrutte. Un pezzo del transetto esterno del duomo si è sollevato». Ma quello che più spaventa l’amministrazione comunale sono i fondi: «Non so come pagare i lavori, si stanno impegnando una decina di ditte private, mi dicono di non preoccuparmi - conclude quasi disperato il sindaco -. Però questi soldi vanno tirati fuori, ma da dove?».
Un grido che unisce Claudio al suo collega Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego. «Chiederò anch’io lo stato di calamità come già successo nel 2008 - conferma al telefono -, ma non abbiamo mai visto un euro. E questa volta i danni alle strutture pubbliche si aggirano sui 500 mila euro. Non so come farò». I più colpiti, ad Albignasego, sono i quartieri di San Tommaso, San Lorenzo, Carpanedo e Ferri. La croce del campanile di San Tommaso è stata quasi staccata e l’area è stata recintata per evitare che colpisca qualcuno. Mentre il palazzetto dello sport e il campo da calcio comunale sono le strutture che la tromba d’aria ha colpito di più. Il sindaco chiama a raccolta i suoi cittadini: «Mi rivolgo a tutti, affinché diano la loro disponibilità ad aiutare i volontari della protezione civile a sistemare le aree pubbliche di Albignasego e a dare una mano ai privati che hanno subito danni». Sono circa duecento le abitazioni che hanno avuto delle lesioni, una ventina quelle scoperchiate. Danni anche al tendone della Festa Democratica di Abano. Subito, tra gli altri circoli Pd in festa, è nata una gara di solidarietà per sistemare il capannone aponense, danneggiato dal fortunale di venerdì.

