Il Piano socio-sanitario guarda al futuro
Leonardo Padrin
27.07.2010 Il Sole 24 ORE Sanità - Veneto pag. 7
Una modalità efficace per distinguere un Paese sanitariamente "avanzato" da un altro che invece non lo è emerge dalla proporzione fra le prestazioni che vengono erogate all'interno degli ospedali da quelle che invece si possono ricevere in altre strutture. Per mantenere il miglior rapporto possibile tra i servizi sanitari di qualità e il costo per produrli bisogna applicare questa distinzione tra l'ospedale, inteso come un luogo nel quale vengono erogati servizi per l'urgenza e l'emergenza ( pronto soccorso ), dove si effettuano interventi chirurgici che comportano l'utilizzo della terapia intensiva o comunque alcuni giorni di degenza e il "territorio" che comprende, invece, tutti quegli ambiti, diversi dall'ospedale, dove si possono comunque ricevere servizi sanitari. L'obiettivo principale non è il risparmio nei costi, ma l'ottimizzazione dello sviluppo della tecnologia sia per la diagnostica che per le tecniche operatorie, meno invasive e più efficaci. Va aggiunto che l'allungarsi della durata della vita media ha comportato l'aumento del numero degli anziani, la diminuzione degli eventi acuti e il moltiplicarsi delle patologie croniche che presuppongono cure o verifiche frequenti ma che non necessitano, se non episodicamente, di ricoveri ospedalieri quanto invece di assistenza e cura domiciliare o di accesso a strutture diurne. Una integrazione quindi fra le "nuove" prestazioni sanitarie con una contestualizzazione sociale nella quale sia il luogo nel quale vengono erogate sia la modalità sono in funzione di un cittadino che presenta caratteristiche diverse dal passato. In questo contesto e perseguendo questi obiettivi la Regione Veneto si appresta, dunque, a elaborare il nuovo Piano socio-sanitario che manca da diversi anni e che dovrà armonizzare la Sanità del futuro con i cambiamenti della nostra società dove ogni giorno avviene una trasformazione di ogni tipo: sociale, culturale, tecnologica e scientifica. In questo la politica e le istituzioni che ne derivano devono fare scelte chiare, nette: senza incertezze. La responsabilità che sta in capo a chi ha accettato un mandato popolare è certo gestire il presente ma soprattutto provvedere a programmare il futuro affinchè ci sia sempre una risposta ai problemi dei cittadini e specialmente a quelli che si trovano in una situazione di bisogno perchè ammalati. Spesso c'è il rischio che i molti interessi ( legittimi ) presenti in Sanità costruiscano battaglie populiste sulla trasformazione di ospedali che non servono più in quanto tali e che vanno riconvertiti, ci sono quelli che usano la loro influenza elettorale per impedire che si eliminino i reparti doppi che sprecano il denaro dei contribuenti. A questo va aggiunto che, ragionevolmente, i tempi nei quali i cittadini-elettori avranno modo di apprezzare il valore di quelli che sembravano tagli e che in realtà erano razionalizzazioni, miglioramenti sono maggiori della durata di una legislatura e quindi chi porta avanti il cambiamento, la modernizzazione potrebbe essere penalizzato alle elezioni nel frattempo sopragginte. Queste sono le maggiori difficoltà alla nuova programmazione socio-sanitaria senza la quale la Regione Veneto rischierà di regredire.
di Leonardo Padrin
Presidente Quinta Commissione Sanità Consiglio Regionale Veneto.

