I fittiani a Cortina chiedono le primarie «Qui la base conta, non ....

Il Corriere del Veneto, p. 2

I fittiani a Cortina chiedono le primarie «Qui la base conta, non come in Fi»

Sernagiotto annuncia un incontro con Zaia: referendum sulla Venezia-Monaco

CORTINA D’AMPEZZO La novità è che si vota. Si eleggono i rappresentanti nazionali e si scelgono i programmi. Pratica che dovrebbe costituire la norma; ma alla fine non funziona sempre così. Non è andata così con Berlusconi, e sembra che anche il centrosinistra abbia qualche problema in materia. Dunque i Conservatori e Riformisti - nati come gruppo politico a maggio dello scorso anno con l’uscita da Forza Italia del già ministro degli Affari regionali Raffaele Fittofaranno, con la Convenzione del 5 e 6 novembre, a Roma, un passo nella direzione della democrazia applicata. Un meccanismo che è stato ufficializzato ieri a Cortina, anche a seguito del lancio del portale www.laconvenzioneblu.it . Si aderisce per partecipare. La base torna a contare. «Si vedrà la differenza – ha affermato ieri il coordinatore Leonardo Padrin, nel contesto del convegno Verso la Convenzione Blutra chi esercita la democrazia interna e chi la racconta». Secondo Padrin il partito ha buone chance. «Circa 12 milioni di cittadini hanno scelto in passato il centrodestra e ora o non vanno a votare o votano altri». E poi si vogliono le Libertarie, le primarie di area. «Sul modello americano - ha affermato il leader Fitto, ora europarlamentare -: non la lotteria di un giorno, ma una corsa lunga, territorio per territorio, più convention finale». Tecnicamente, potrebbero aderire i partiti che non si riconoscono nel Patto del Nazareno. Ma perché dovrebbero farlo? «Offriamo uno strumento al centrodestra che vuole una rivincita – ha dichiarato il deputato del partito Daniele Capezzone -; ora si gioca per perdere». Per Capezzone, qualifica il programma lo choc fiscale: «Un taglio di 48 miliardi nella spesa pubblica, colpendo le municipalizzate, le spese regionali, gli acquisti di beni e servizi e applicando i costi standard in Sanità. Comporterà una riduzione delle tasse a carico di imprese e partite Iva». E poi ci sono questioni locali. «Per il Veneto – ha affermato l’europarlamentare Remo Sernagiotto - è essenziale il corridoio tecnologico tra Venezia e Monaco: l’Ue ha i fondi, il Parlamento Europeo sta investendo nello sviluppo della Regione Alpina. La prossima settima incontrerò Luca Zaia per proporgli un referendum consultivo sul progetto. Se vince , il Bellunese e il Veneto potranno godere di grandi ricchezze. Se vincerà il no, non voglio più sentire lamentele da parte di quelle aree che oggi sono tagliate fuori: partita chiusa». Chiude la senatrice Cinzia Bonfrisco, protagonista del dibattito di oggi: «Le modifiche della Costituzione di Renzi saranno un gigantesco danno all’Italia e mancano dell’unica modifica necessaria in questo tempo: poter svolgere anche noi un necessario referendum sull’Europa. Il nostro Veneto pretenda una riforma vera votando “No”».

Marco de’ Francesco