I padriniani si ribellano e fra 10 giorni ci sono le liste

Il Gazzettino, p.

Quel giorno era un bell'esperimento. Un presidente civico nel senso che da anni non ha tessere di partito (anche se proviene da un alveo di destra) sostenuto dal Pd a cui si era unita un pezzo di Forza Italia (Padrin) e i civici di centro con Ncd e Udc. Fu così che il 13 ottobre di due anni fa Enoch Soranzo, sindaco di Selvazzano, divenne presidente della Provincia. Eletto non dalla gente ma, come dice la riforma Delrio, da sindaci e amministratori del territorio. Votarono in 1.181 su 1.355 e il loro voto valeva non per testa ma per i cittadini che rappresentavano. Dall'altra parte c'era Forza Italia con Barison (lanciato da Marin). Ne uscì una maggioranza di consiglieri, 10 a 6 che sembrava solida. Ma si sa come cambiano le cose in politica e oggi, a pochi giorni - 19 dicembre - dal deposito delle liste di rinnovo del parlamentino dei 16 (ma non del presidente che resta in carica 4 anni) il momento per Soranzo è delicato. La discussione sulla localizzazione del nuovo ospedale ha reso pubblica una spaccatura nella maggioranza. I consiglieri padriniani, Anna Lazzarin e Massimo Campagnolo, quel 24 novembre non si sono fatti vedere. E sono stati loro più che l'uscita dall'aula (prevedibile) dei leghisti Recaldin e Sabatino, insieme a Fecchio, che hanno fatto mancare il numero legale al momento del voto. Una paralisi, visto che ancora il Consiglio non è stato riconvocato sull'argomento.
Le storie sulla frizione con i padriniani sono molte. Ma la goccia è stata l'autorizzazione all'accordo sul Css (il combustibile che la Cementizillo voleva usare). La Provincia ha congelato la posizione ma non è stato il consigliere delegato Campagnolo a discutere la cosa ma il vice Bui, su incarico di Soranzo.
Ora, siccome siamo alla vigilia di nuove elezioni anche il Pd vuole essere sicuro prima di preparare la lista se sia il caso di sostenere ancora Soranzo oppure no (sembra che il presidente stia dialogando anche con Forza Italia). E gli ha chiesto chiaramente, dopo un'alleanza leale, se ha deciso di fare il candidato sindaco a Padova o di continuare. Avvisando però che la strada verso una figura del mondo civico che sta prendendo, escluderebbe anche quelle minimamente targate (e una punta di tosianesimo Soranzo ce l'ha).
Lunedì a proposito c'è una riunione degli amministratori del Pd proprio per la lista dunque si presume che quello sia il timing ultimo per la risposta.
Strade spinose entrambi per Soranzo. Il voto in Provincia stavolta potrebbe essere influenzato dalla mancanza di comuni di peso per il Pd, Abano, Este, e soprattutto Padova. E dunque il presidente si ritroverebbe senza maggioranza. Anche perché pure i centristi avrebbero qualcosa da dire su una politica poco incline alla condivisione, aggiungendo dunque un altro fattore di incertezza. A meno che Soranzo, sparigliando le carte, non tenti la strada del Parlamento, in Primavera.