Comparse di una commedia che ha dei registi e dei beneficiari

Il Mattino di Padova, p. 19


l'opportunità di votare al referendum

Comparse di una commedia che ha dei registi e dei beneficiari
di LEONARDO PADRIN

Se il Consiglio Regionale del Veneto, i Consigli Provinciali del Veneto e tutti i Comuni i cui sindaci si dichiarano favorevoli a una maggiore autonomia avessero approvato un documento condiviso e si fosse creata una delegazione composta da Sindaci, Presidenti di Provincia e guidata dal Governatore a Roma, nella contrattazione con il Governo, il Veneto avrebbe avuto meno forza rispetto ad un eventuale successo del referendum consultivo del 22 ottobre?Io credo di no, perché una maggiore autonomia regionale era già prevista nel programma della prima e della seconda elezione dell'attuale governatore e proprio una delegazione così composta andrà a Roma a trattare dopo il referendum.Tra le fila dei sostenitori del referendum ci sono i separatisti, cioè quelli che vogliono che il Veneto sia uno stato autonomo dall'Italia e ritengono che questo sia il primo passo, poi ci sono quelli che questo obiettivo l'hanno nello statuto del partito ma non lo perseguono più, se non verbalmente, perché hanno legittime ambizioni nazionali. Poi ci sono quelli che presi dall'entusiasmo si sentivano "tutti catalani" e poi, spaventati, hanno nascosto le bandiere ed hanno urlato forte "nel Veneto le cose sono diverse". Infine ci sono i "coraggiosi" che dicono, in privato, che il referendum del 22 è una buffonata ma visto che i sondaggi lo danno vincente si accodano ... perdenti in eterno nel Veneto.Una maggiore autonomia è una necessità per chi ben amministra e un problema dove le cose vanno diversamente, come scrive Buttafuoco della Sicilia, quindi uno strumento che responsabilizza gli amministratori locali, a tutti i livelli e da estendere specialmente ai comuni. Stupisce però leggere che dei primi cittadini dichiarino di voler discriminare coloro che non si recheranno a votare il 22 ottobre, anche se fosse solo una battuta è pericolosa perché ricorda tanto quei regimi dove esisteva solo il "pensiero unico" e nessun rispetto per il resto.La maggior parte dei veneti che si recheranno alle urne pensano di fare un'azione utile, se non indispensabile, per far crescere la propria regione e vanno rispettati. Quello che sta succedendo invece è una consultazione che costa 16 milioni di euro per portare avanti una rivendicazione che sarebbe stata uguale, con la stessa forza, anche senza il referendum e che va contestualizzata in previsione ed in preparazione delle prossime elezioni politiche di primavera. Allora va rivendicata la libertà di scegliere se fare lo comparse o meno in una commedia che ha dei registi e dei beneficiari